venerdì 13 settembre 2013

sabato alle 17 in piazza DANTE

i fantasmi invadono la città

Sabato 14 settembre 2013
h.17.00 - P.zza Dante, Trento



Diciamo BASTA! allo SFRUTTAMENTO.



La Provincia Autonoma di Trento continua a mentire sulla reale entità del fenomeno del precariato nella scuola trentina e intanto sbandiera ai quattro venti le meraviglie della "grande rivoluzione tecnologica" degli SMS.


Gli Stati Generali della Scuola Trentina - Fenalt denunciano l'assoluta incompetenza dell'Assessore Dalmaso e di chi (esperti e dirigenti del Dipartimento Istruzione) ha improvvisato un sistema di reclutamento dei docenti inefficace e dannoso, senza dare istruzioni chiare alle segreterie e informazioni precise ai lavoratori, originando gravissimi spazi di arbitrio e casualità.

Tutto questo è solo l'ultima - l'ennesima - evidenza che la Provincia Autonoma di Trento paga la sua politica scolastica con la pelle di centinaia di insegnanti precari, finanziando privilegi, prebende e sprechi con lo sfruttamento dei lavoratori, attaccando sempre più a fondo loro diritti e negando la loro dignità di persone.

Contro questa politica incivile e vergognosa è tempo di alzare la voce: 

gli Stati Generali della Scuola Trentina - Fenalt manifestano indignazione a fianco degli insegnanti precari e chiedono che si faccia chiarezza sui danni creati da questo sistema di reclutamento e si indichino le precise responsabilità politiche e tecniche. 

Ancora una volta chiediamo che si apra subito un tavolo tecnico che coinvolga tutte le componenti della scuola e che affronti definitivamente il problema del precariato.

martedì 10 settembre 2013

vedere gli invisibili!



La PAT, stavolta l'ha fatta grossa.


La "grande rivoluzione tecnologica" degli SMS
ha mostrato definitivamente
(se mai ce ne fosse stato bisogno)
che la Provincia Autonoma di Trento 
fonda la sua politica scolastica sullo sfruttamento dei lavoratori, 
sulla progressiva sottrazione dei loro diritti 
e sulla negazione della loro dignità di persone.
Contro questa logica incivile e vergognosa è tempo di alzare la voce.
Manifestiamo tutti insieme la nostra indignazione:
facciamo vedere gli invisibili 
sabato alle 17.00 i fantasmi invadono la città.



La cosa non avrebbe senso se fossimo in quattro gatti: perciò è necessario sapere in anticipo quanti saremo, quindi per cortesia date la vostra adesione a questo link:


Siamo certi che l'indignazione e la disperazione che abbiamo sentito in questi giorni di follia, non possano irrancidire nei privati maldipancia di ciascuno di noi: siamo tanti e siamo furibondi. Facciamoci vedere, altrimenti continueranno a trattarci come vacche, da mungere finchè serve e poi...

Fate girare questa mail, coinvolgiamo anche i colleghi di ruolo, gli studenti e i genitori e chiunque abbia a cuore non solo la dignità dei lavoratori, ma soprattutto la qualità della scuola pubblica.

sabato 7 settembre 2013

Ode alle competenze*

La competenza è quella scienza
molto lontana dalla sapienza
e che non vivi
se resti senza.

Ma quante sono, le competenze?
Chi dice sei, chi dice due
chi afferma "in fondo, ce le ha anche un bue!"
che sa distinguer con precisione
quand'è il momento dell'erezione.

E lo comprende, per sua fortuna,
anche la vacca chiamata Luna,
che attende allegra, e un poco ansiosa,
che il bue suddetto la prenda in sposa.

Ma che vuol dire, in una parola,
aver competenze dentro la scuola?
Domanda  infida e provocatoria
di qualche insegnante pieno di boria,
che non capisce - o non vuol capire -
ciò che è evidente e ovvio da dire:
aver competenze, miei cari amici,
significa esser studenti felici,
che con il termine "competenze"
vedono colmate le proprie carenze.

E quando è ora di uscir da scuola
hanno imparato una cosa sola:
se nella vita non vuoi tribolare,
non conta quel che sai,
ma quel che dici di saper fare!

Anonimo (incompetente)

* Ispirata dalle indimenticabili e profondissime riflessioni sulle competenze emerse durante il corso per neoassunti in ruolo

venerdì 6 settembre 2013


Su gentile concessione di Marco Mazzucchi, insegnante precario 
 

L'Italia e la frontiera americana

 

“Questa mattina mi son svegliato…” e a questo punto credo che qualsiasi italiano, riuscirebbe a continuare da solo. Ma invece di dire “oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao” io vorrei dire che mi son sentito una vacca. Quindi son andato allo specchio e mi son guardato. Per fortuna, non c'erano né corna, né pelo, né tantomeno la coda. Meno male sono ancora un essere umano, ho pensato. Tuttavia, una vacca mi sento lo stesso. Tre ore, sei ore, quindici ore, chi offre di più? Insegnante all'asta, chi offre di più? Sembra quasi il mercato delle vacche del tempo della frontiera americana. Ho ricevuto il famigerato  messaggino dalle scuole. Una scuola offre un incarico di tre ore a settimana, un'altra ne offre uno da sei e un'altra ancora ne offre uno da quindici. Dunque tutte le scuole offrono, ma in realtà non offrono nulla di concreto. In realtà è tutto aleatorio. Le scuole chiamano e verificano la disponibilità ad accettare un incarico per un per numero di mesi. Ma l'offerta non è concreta, è solo teorica, seppur vincolante. Nel senso che tu insegnante una volta che hai detto di sì, sei obbligato ad accettare. E lo fai al buio. Non puoi sapere entro le nove del giorno dopo, se qualche altra scuola, potrà offrirti di meglio, ma la scuola potrà accettare il prossimo in graduatoria che viene prima di te e tu come fai a sapere chi sarà il qualcun altro prima di te? Rischi quindi di accettare più proposte, perchè non hai la sfera di cristallo. Chi ti dice oggi, chi ti ingaggerà domani o la settimana prossima? Nessuno! Per cui ovviamente cos'altro puoi fare? Tieni varie porte aperte e poi valuti chi offre il miglior incarico, in funzione soprattutto della tua condizione economica, di questi tempi sempre più critica. Quest'anno la tua dichiarazione di disponibilità è vincolante. Se per caso accetti da una parte, perchè non hai la sfera di cristallo per prevedere cosa ti offriranno domani e poco ti sembrava meglio di niente, rinunci dall'altra perchè le ore sommate ti offrirebbero un incarico che sarebbe al di là delle tue facoltà umane di sostenere, anche considerando l'eventuale corso di abilitazione che dovrebbe aver luogo prima o poi nell'arco di quest'anno scolastico (ma ancora nulla è certo, ovviamente). Tutto è sempre molto aleatorio. D'altronde questo è il bel paese, no? Vieni depennato dalla graduatoria e non lavori più per tutto l'anno presso le scuole, che ti hanno contattato.

 

Un modo ci sarebbe di verificare la tua probabilità di venir ingaggiato. Controllare il sito di ogni singola scuola del trentino in cui sei inserito in graduatoria e verificare la tua posizione. Per gioia di tutti coloro i quali, pur non conoscendo la bella lingua e i bei costumi del paese d'oltre manica, si ostinano a mescolare l'inglese con l'italiano, ciò sarebbe un cosiddetto “lengthy and untruthful process”. Scommettiamo però, che anche dopo aver controllato tutti i siti delle varie scuole, non si riuscirebbe comunque ad avere una fotografia al 100% attendibile della situazione e quindi bisognerebbe sempre tirare a indovinare? Ma voglio dire noi siamo insegnanti e non navigatori di siti. Io devo investire il mio tempo, nel mio caso specifico, nel diventare sempre più bravo come insegnante di inglese e tedesco e non come navigatore di siti delle scuole del trentino, per capire se quest'anno lavorerò o se morirò di fame... Non devo sprecare tutti i miei anni spesi in Gran Bretagna, Germania e Austria a perfezionare la lingua a formare nella mia mente un metodo di acquisizione della lingua, per poi buttar via il mio prezioso tempo a navigare in rete per capire chi potrebbe offrirmi un incarico in questo pseudo mercato dei bovini...

 

Genitori, docenti precari e non unitevi tutti e invece di andare in piazza a festeggiare perchè l'Italia ha vinto, tanto il giorno dopo il sistema Italia, cavalcando l'euforia del momento, si inventerà qualche balzello da accollarci, cominciate a unirvi a noi per chiedere un sistema Italia più giusto per i vostri figli e per voi... Pensate a come funzionano meglio le cose in Gran Bretagna.. Pensate a come tutta questa confusione non esista in Gran  Bretagna e perchè...